Scuola di Pallavolo Anderlini è al lavoro per ripartire anche con il campionato di serie C maschile. I quattordici ragazzi allenati da Alberto di Mattia da settimane si preparano per poter affrontare un campionato difficile e l’interessante sfida dell’Under 20.

I ragazzi sono giovani, il lavoro è tanto, ma l’impegno e la voglia di migliorare ci sono tutti. Ad attenderli, il 14 ottobre, ci sarà l’Atletico Venturoli Bologna, con la prima delle numerose sfide del girone B del campionato.

Sfide non facili: la squadra è infatti il risultato dell’unione tra i giovani della serie D e C dell’anno scorso. Ragazzi dalle caratteristiche diverse che dovranno mettercela tutta per creare il prima possibile la giusta amalgama in campo ed il giusto spirito di squadra. Ma due elementi fondamentali li hanno già: l’entusiasmo e l’ottimismo.

Bisogna lavorare su molti aspetti tecnici, però il potenziale per lavorare bene e per raggiungere dei buoni risultati c’è”. Così commenta Davide Giovanardi, centrale di 19 anni e capitano della squadra.

Dobbiamo dare il massimo in palestra. In partita non s’inventa niente: i risultati saranno gli stessi che si vedranno durante l’allenamento. L’anno scorso potevamo fare tanto ma abbiamo commesso qualche errore di troppo in alcuni momenti, quest’anno cercheremo di non ripetere gli stessi errori”.

La squadra è allenata da Alberto Di Mattia, che l’anno scorso guidava i giovani di serie D. “Ha un metodo di allenamento molto interessante e coinvolgente – commenta il centrale Marco Ronchettiin palestra ci stiamo trovando bene. La fase di allenamento è molto promettente”.

Il diretto interessato, Di Mattia, guarda con lucidità i punti di forza e le debolezze del team: “Probabilmente non abbiamo ancora tutta l’esperienza per poter giocare una serie C di alto livello. L’obiettivo è la salvezza”.

È proprio l’esperienza ciò che può fare la differenza, ma va coltivata con pazienza e perseveranza. “Nei settori giovanili che fanno le categorie l’esperienza è sempre un punto un po’ debole, – spiega Di Mattia –  perché i ragazzi hanno poca pazienza e vogliono tutto subito. In queste categorie, dove ci sono anche giocatori esperti, la palla non cade mai ed ai giovani è richiesta un’attenzione continua ai particolari, cosa che a questa età fanno fatica a fare. Insieme bisogna quindi fare in modo che loro abbiano un concetto di squadra molto alto e questo forse ci può aiutare a risolvere qualche problema tecnico, su cui c’è da lavorare. Chiedo perseveranza, se no non si va da nessuna parte. Una massima che posso dire loro per motivarli è: non pensare di essere ma lavorare per diventare”.