La rassegna di interviste continua ed è tempo di ascoltare anche gli allenatori. Oggi parola ad Andrea Sassi, nuova leva nel Settore Maschile, nella scorsa stagione è stato a capo dell’Under 14 Maschile e secondo allenatore in Under 18/Serie C Maschile.

Andrea, la stagione si è appena conclusa ed è il momento di fare un bilancio: le tue aspettative iniziali sono state attese o hai qualche rimpianto?

Un bilancio di stagione direi più che positivo! Siamo arrivati fin dove, a inizio anno, non pensavamo di poter arrivare, conquistando l’accesso alle Finali Nazionali, dopo aver superato il girone regionale più ostico.

Qual è stato il momento più emozionante della stagione?

Ci sono stati tanti momenti emozionanti, è stata per nostra fortuna una stagione lunga e ricca, che si è sviluppata in crescendo. Passo dopo passo abbiamo raggiunto un piccolo risultato alla volta e, di conseguenza, ogni gradino fatto andava ad accrescere in noi entusiasmo e voglia di fare. Se devo citare un momento emozionante in particolare, allora la testa va subito alla prima gara della fase regionale, quando abbiamo vinto in casa contro Ravenna, che si presentava come favorita del girone.

Invece il momento più difficile?

Diciamo che, per assurdo, proprio l’inizio è stato il momento più difficoltoso sia per me che per i ragazzi. Per quanto mi riguarda, non avevo mai allenato un gruppo maschile da primo allenatore e di conseguenza dovevo capire bene come muovermi. Era tutto nuovo e ho dovuto cambiare, o per lo meno adattare, il mio modo di allenare, cercando consigli da chi aveva più esperienza di me in questo ambiente. Per quello che riguarda la squadra, i ragazzi entravano per la prima volta in un contesto di “selezione”, passando da essere un gruppo allargato di una ventina di giocatori a un contesto più ristretto. Hanno quindi dovuto imparare a stare in palestra in maniera diversa, con un diverso tipo di allenamento. Partivamo tutti da zero e c’è voluto un po’ di tempo.

Una gara chiave, se c’è stata, che vi ha dato la consapevolezza di poter fare una grande stagione?
Più che una gara è stato un torneo, il Memorial Brugnara di Trento. Iniziavano a vedersi i frutti del lavoro fatto in palestra e trovarci sul quarto gradino del podio in un torneo a 24 squadre, tra cui le più rinomate d’Italia (Lube, Diavoli Rosa, Cuneo, Vero Volley, Trentino Volley). Ci ha dato la consapevolezza che la determinazione e la voglia di lottare in questo sport contano. Abbiamo capito che continuando a spingere sull’acceleratore in allenamento allora ci saremmo fatti trovare pronti in tutti gli appuntamenti che ci sarebbero stati da li in avanti.

Cosa ti porti come esperienza di questa stagione per quella che inizierà tra un paio di mesi?
Finisco la stagione sentendomi infinitamente arricchito da grida di gioia, parole di confronto e anche qualche lacrima nei momenti più tristi. Penso che siano proprio questi i momenti che non si scordano di ogni esperienza e di ogni annata! Al di là dei risultati sportivi, che a volte sono arrivati e altre no, mi porterò dentro il come abbiamo vissuto ogni allenamento, partita e torneo. E’ un gruppo che ha imparato a lavorare duramente e con costanza, ed è ciò che mi fa ben sperare per la prossima stagione, anche perché sarà ancora più dura.

Hai aspettative in particolare per la prossima stagione?

La sfida più grande sarà provare a ripetere una stagione sulla cresta dell’onda come questa, ma come dicevo sarà ancora più difficile, se pensiamo solo al risultato sportivo. Sarà importante focalizzarsi tanto sulla crescita dei ragazzi, in modo da tale da poter essere il più competitivi possibili, pur non essendo sulla carta uno squadrone… ma d’altronde neanche quest’anno dovevamo esserlo.